27 - 06 - 2019
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Era chiamato ad una vera e propria impresa Michael Francesconi per recuperare 31 punti a Giuseppe Urso nell'ultimo appuntamento del Campionato Italiano FC4 2017/2018, per di più disputatosi sulla pista di Adria che forse di possibilità di effettuare sorpassi ne offre persino meno di Monaco. Per forza di cose una pista agevole per i sorpassi gli sarebbe servita come il pane dato che con l'inversione dei primi 20 classificati di gara 1 sulla griglia di gara 2 per ottenere un piazzamento di vertice in entrambe le corse sarebbe stato costretto a guadagnare parecchie posizioni in almeno una delle due gare, ma con un incredibile azzardo strategico è riuscito a ovviare a questo problema risalendo in gara 2 da ultimo a primo senza effettuare quasi nessun sorpasso. Al termine del primo giro infatti, dopo essere comunque risalito già al 9° posto sfruttando una maxi carambola innescata da un contatto fra Selle e Costabile, ha scelto di andare ai box per effettuare subito la sosta obbligatoria e rientrare in pista ultimo ma staccatissimo dal resto del gruppo e quindi con pista libera e possibilità di spingere al massimo e guadagnare sugli altri piloti incolonnati e quasi del tutto impossibilitati ad effettuare sorpassi. Tattica davvero rischiosissima perchè effettuare il pit stop al termine del primo giro implicava il fatto che avrebbe dovuto disputare l'intera gara con le gomme Hard, che oltre ad essere per ovvie ragioni molto meno performanti delle altre mescole non andavano neanche in temperatura, e su una pista così tortuosa e guidata avere poco grip è un grave handicap. Vedendo Francesconi ultimo già dall'inizio Urso ha pensato che il pilota della Pescara SHS fosse ormai fuori dai giochi e si è concentrato sul rimanere subito dietro all'altro pilota Pescara Gianfranco Pagoto in modo da rimanergli davanti in classifica, e possiamo solo immaginare il suo stupore quando dal nulla dopo il giro delle soste si è trovato Francesconi in prima posizione con il pit stop già effettuato. Il fatto che Adria non offre possibilità di sorpasso si è di colpo tramutato da vantaggio a svantaggio per Giuseppe Urso, che con Francesconi vincente avrebbe dovuto concludere almeno al 3° posto, ma nonostante avesse un nutrito gruppo di piloti subito davanti a lui non è riuscito a guadagnare posizioni, finendo 7° e perdendo quindi il titolo, una situazione che ricorda neanche troppo vagamente il "dramma" di Fernando Alonso ad Abu Dhabi 2010.

   

In gara 1 mentre i due alfieri della Pescara SHS hanno ottenuto una doppietta mai in discussione, Urso ha dovuto faticare parecchio per ottenere il 7° posto, arrivando anche ad un bel ruota a ruota col campione in carica Antonio Di Gilio nelle fasi iniziali.

Come gli appassionati più ferrati ricorderanno, quello di Adria avrebbe dovuto essere il secondo appuntamento del campionato e non l'ultimo, ma un aggiornamento del simulatore arrivato proprio dopo le qualifiche ha reso inagibili i server per la serata del 23 novembre e ha costretto gli organizzatori a rimandare l'evento di oltre due mesi. Si è quindi verificata la bizzarra situazione di avere la griglia di partenza decisa già 2 mesi prima dell'effettivo svolgimento della gara dato che la sessione di qualifica si era regolarmente disputata a novembre. I due alfieri della Pescara SHS avevano monopolizzato la prima fila e in una pista del genere questo è sinonimo di vittoria certa, infatti Francesconi Pagoto non hanno avuto nessun problema a tenere il primo e secondo posto per tutti i 15 giri di gara. Ben più difficile la gara del leader del campionato Giuseppe Urso, che partito dal 7° posto non è riuscito a recuperare posizioni e anzi nelle prime fasi ha dovuto mostrare i muscoli per difendersi da Antonio Di Gilio, campione in carica e determinato ad abdicare con onore. Alle spalle dei due piloti Pescara SHS arrivati in parata, il podio è completato da Matteo Sorgiacomo, con Salvo Amata e un ottimo Riccardo Banalotti a chiudere la top five. Ultime posizioni per Cavaciuti (al suo debutto su Assetto Corsa) e Cavenati, che quindi avrebbero preso il via di gara 2 dalle prime posizioni. 

Un contatto fra Costabile e Selle al primo giro di gara 2 ha generato una carambola che ha coinvolto quasi mezzo schieramento. Da notare nella parte bassa della foto che i due alfieri della Pescara SHS in 2 curve avevano già ripreso Giuseppe Urso, anche se poi Francesconi è andato ai box alla fine del primo giro adottando una strategia pazza che a conti fatti gli è però valsa la vittoria del campionato.

Dopo gara 1 il vantaggio di Giuseppe Urso sui piloti della Pescara SHS si era praticamente dimezzato, ma per effetto dell'inversione della griglia il pilota del Nettuno Racing si sarebbe trovato a partire ben più avanti dei suoi rivali per il titolo, oltretutto nella gara 2 che rispetto a gara 1 assegnava il doppio dei punti. Situazione relativamente tranquilla quindi, perchè in una pista dove non si supera per Francesconi Pagoto sarebbe stato quasi impossibile raggiungerlo, superarlo, e finirgli 4-5 posizioni avanti. Una maxi carambola pochi secondi dopo la partenza ha invece mischiato completamente le carte in tavola, tanto che già dopo due curve Francesconi Pagoto erano in nona e decima posizione letteralmente incollati a Giuseppe Urso. 

A 3 giri dal termine il sorpasso che decide il campionato: Michael Francesconi si porta al comando superando Stefano Cavaciuti nonostante le meno performanti gomme Hard, e poco dopo anche Pagoto riuscirà nel sorpasso.

Poi come detto all'inizio dell'articolo Francesconi (insieme a Sorgiacomo) ha sfalsato completamente la sua gara rispetto a quella di tutti gli altri effettuando il pit stop obbligatorio già alla fine del primo giro in modo da avere pista libera per tutto il primo stint, e questo gli ha consentito di risalire fino al secondo posto dopo che anche gli altri piloti si erano fermati, arrivando poi a prendersi il primo posto superando Stefano Cavaciuti a pochi giri dal termine. Il sostituto di Vito Boffa dopo una prima gara sfortunata aveva l'occasione di ottenere un gran 3° posto, ma incredibilmente si è girato proprio all'ultima curva del campionato perdendo così 3 posizioni e lasciando il gradino più basso del podio ad un ottimo Gianluca Rosi, con Sorgiacomo e Grinka a completare la top five.

L'ormai ex campione Antonio Di Gilio si congeda con un sorpasso "cattivissimo" e millimetrico su Riccardo Banalotti proprio nel suo ultimo giro condotto da campione in carica

Nono posto per il campione dello scorso anno Antonio Di Gilio, che proprio nel suo ultimo giro da campione in carica si è "congedato" con un sorpasso determinatissimo e spettacolare su Riccardo Banalotti, abbandonando lo scettro di campione in carica a testa alta e con ben pochi rimpianti, perchè in fondo senza la doppia disconnessione del Mugello a conti fatti sarebbe stato pienamente in lotta almeno per il 4° posto assoluto, ma anche con due gare disputate in meno ha comunque saputo recuperare fino al 7° posto in classifica, dietro solamente ai "big". Per pochi punti Gianfranco Pagoto non è riuscito a strappare a Giuseppe Urso anche il 2° posto, mentre la top five in campionato è completata da Maciej Grinka e da Matteo Sorgiacomo, con quest'ultimo che può recriminare per il bug durante il pit stop che gli è costato una vittoria quasi certa in gara 2 a Vallelunga e per la squalifica dall'intero evento di Magione per un malfunzionamento dell'anticheat, altrimenti sarebbe certamente stato anche lui della partita. Edoardo Forcieri conclude il campionato al 6° posto dopo una buona prima parte ma parecchia sfortuna e qualche errore di troppo soprattutto negli ultimi eventi, in particolare a Imola dove dopo una grande pole position conquistata non ha saputo concretizzare il risultato ed è finito nelle retrovie. Detto di Di Gilio 7° assoluto, l'8° posto è di Salvo Amata, anche lui dimostratosi molto veloce ma coinvolto suo malgrado in qualche incidente sfortunato di troppo. Maurizio Turri dopo un ottimo inizio finisce anche per l'assenza all'ultimo appuntamento solamente al 9° posto, ma ha comunque mostrato un netto miglioramento rispetto agli ultimi campionati disputati, anche se con un pizzico di freddezza in più avrebbe potuto vincere in gara 2 sia al Mugello che a Vallelunga. Chiude la top ten assoluta Riccardo Banalotti, autore di ottimi piazzamenti nella seconda metà del campionato. Quanto alla classifica riservata ai team, la Pescara SHS trionfa in maniera schiacciante staccando di oltre 300 punti (!) il Nettuno Racing di Giuseppe Urso Alessandro Miconi, il quale a sua volta stacca di pochi punti il ReBorn Racers D2D di Forcieri Amata. Giù dal podio per pochi punti lo Strato Racing di Matteo SorgiacomoRaffaele Diomaiuti Gianluca Rosi, mentre la Squadra Corse Milano di Riccardo Banalotti Stefano Cavenati completa la top five.

Risultati Qualifiche

Risultati Gara 1

Risultati Gara 2

Classifica Piloti

Classifica Team

 

 

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