23 - 06 - 2018
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Siamo ormai vicinissimi al giorno del secondo appuntamento del Campionato Italiano GT3 2017/2018 che darà inizio anche al Trofeo Endurance riservato alle quattro gare che avranno una durata di 120 minuti in luogo dei 60 delle gare di lunghezza normale. La gara sarà trasmessa in diretta streaming lunedì 16 ottobre a partire dalle ore 21:30, e si disputerà sul temibile Nordschleife, che con oltre 170 curve distribuite su oltre 20km regalerà certamente una gara emozionante e ricca di colpi di scena.

Lo scorso anno al Nurburgring GP Luigi Di Lorenzo ha colto la prima vittoria stagionale, tendendosi dietro due mastini come Michele Chesini e Paolo Muià; riuscirà a battere tutti anche sull' Inferno Verde?

Anche la seconda gara della passata stagione si è disputata al Nurburgring, e anche allora era la prima gara del Trofeo Endurance, ma con due grandi differenze: la pista sulla quale si è corso il Gp di Germania dello scorso anno era la normale versione della pista su cui fino al 2013 hanno corso anche le monoposto di Formula1, e la gara durava "solo" 90 minuti contro i 120 dell'edizione di quest'anno. Un'analogia però c'è, ed è rappresentata da Luigi Di Lorenzo autore di pole position e vittoria, esattamente come ci ha abituato in questi ultimi mesi fra il Campionato XGT e il primo round di questo Campionato GT3 2017/2018. In qualifica il pilota dell' MdL Motorsport si era aggiudicato la pole position con oltre 4 decimi di vantaggio su Michele Chesini e ben mezzo secondo su Paolo Muià, anche se a questo proposito va detto che i due alfieri del Team Racing oN3 avevano parecchi chili di zavorra sul groppone come conseguenza dei risultati ottenuti nella gara precedente, mentre Di Lorenzo non ne aveva dato il problema di connessione che gli era costato il ritiro a Barcellona. Quarto e quinto posto per le Ferrari 488 GT3 di Mauricio Dos Santos (Diasport Black) Andrea Mantovani (ReBorn Racers D2D Simulation), sesto posto per il compagno di squadra di Luigi Di Lorenzo Alessio Minelli, e top ten completata dal privato Giuseppe Urso con la Huracan, poi Dario De Vita, Alessandro Schiavoni Bernardo Iraci.

Grande pressione di Michele Chesini su Luigi Di Lorenzo nei primi giri. 

Primi giri di grande tensione per quanto riguarda la lotta per il primo posto, con Michele Chesini che è rimasto incollato negli scarichi di Luigi Di Lorenzo per tutta la prima parte di gara, senza mai far salire il suo distacco sopra il secondo e spesso arrivando anche a 3-4 decimi dal rivale, segno che nonostante 30kg di zavorra in questa fase di gara ne aveva di più. Prima parte di gara tutto sommato tranquilla ed intelligente invece per Paolo Muià, che si era attestato ad una distanza di circa 2 secondi da Di Lorenzo e nel frattempo girava anche molto più veloce di Mauricio Dos Santos che occupava la quarta posizione dietro di lui. Ottima prima parte di gara per Alessio Minelli, che nel corso del nono giro si era portato al 4° posto scavalcando Mauricio Dos Santos. Grandi lotte alle spalle del gruppetto di testa, con Bernarco Iraci che si era portato in settima posizione con un grande affondo su Giuseppe Urso al tornante, mentre pochi istanti dopo Andrea Mantovani che era alle loro spalle si è girato alla S-Schumacher nel tentativo di entrare nella lotta, sprofondando al 21° posto. Alcuni piloti avevano scelto di partire con gomme Soft invece delle Medie montate da tutti gli altri, e in particolare si segnala un'ottima prima parte di gara di Paolo Davide Lumia (Audi R8 LMS) risalito dal 13° al 10° posto, e soprattutto di Alessandro Schiavoni, che con la Mercedes era riuscito ad effettuare un sorpasso dopo l'altro arrivando a prendersi addirittura il 4° posto al 15° giro con una grande staccata su Alessio Minelli alla NGK Chicane, ma pochi giri più tardi è incappato in un Drive Through per eccesso di tagli, rischiando di compromettere una grande gara.

Fra gli outsiders Alessandro Schiavoni è stato senza dubbio il migliore: grande prima parte di gara in cui con gomme Soft ha effettuato sorpassi in serie, e poi bravissimo a tenere la quinta posizione nonostante 20" di penalità per un Drive Through non scontato

Il leader della gara Luigi Di Lorenzo era andato ai box alla fine del ventesimo giro, lasciando così la leadership a Michele Chesini, che aveva poi effettuato la sua sosta tre giri più tardi. Sfortunatamente per lui Di Lorenzo aveva trovato pista libera al suo rientro dopo il pit stop, e aveva quindi potuto spingere al massimo, per cui l' overcut del pilota del Team Racing oN3 non era riuscito. Nello stesso giro di Chesini si era fermato anche il suo compagno di squadra Paolo Muià, il cui svantaggio era però salito a oltre cinque secondi prima della sosta, impedendogli di cercare di guadagnare la posizione su Di Lorenzo. Gara rovinata ai box per Bernardo Iraci Giuseppe Urso, col primo che non aveva rispettato il limite di velocità all ingresso della pitlane e il secondo che aveva avuto un evidente malfunzionamento dell' app Pitconfig (non c'era ancora l'app ufficiale) ed è stato costretto ad una seconda fermata, sprofondando così in fondo al gruppo. Anche nel secondo stint il ritmo di Luigi Di Lorenzo non è stato irresistibile, e ben presto Michele Chesini era arrivato ad azzerare quasi due secondi di svantaggio, portandosi sotto il mezzo secondo di distacco già al ventottesimo giro. Al trentesimo giro il momento clui della gara: Michele Chesini aveva sfruttato un'uscita dalla NGK non ottimale di Luigi Di Lorenzo per arrivare ad affiancarlo e tentare l'affondo all'ultima curva del tracciato, ma il pilota dell' MdL Motorsport gli aveva chiuso la traiettoria con grande decisione, costringendo il rivale ad "appoggiarsi" sulla fiancata della sua auto e ad evitare con grande maestria di andare in testacoda e di colpire il guardrail interno. Episodio emozionante ed intenso, valutato poi dalla Direzione Gara come un incidente di gara, viste anche le conseguenze pressochè nulle che i diretti interessati avevano avuto nel contatto.

Michele Chesini e Paolo Muià finiscono in parata in seconda e terza posizione; una grande gara la loro, se consideriamo che avevano rispettivamente 30 e 50kg di zavorra

Dopo il contatto del trentesimo giro Michele Chesini non è più riuscito ad insidiare la prima posizione, forse perchè il contatto gli aveva causato danni all'avantreno. Paolo Muià invece con una serie di giri velocissimi nonostante 50kg di zavorra era riuscito a portarsi a pochi decimi dal compagno di squadra, ma poi per i tre battistrada era giunto il momento dei doppiaggi, e grazie a qualche doppiaggio effettuato in un punto della pista più favorevole Di Lorenzo aveva portato il suo vantaggio a due secondi, margine molto risicato ma che è riuscito a gestire alla perfezione sotto la bandiera a scacchi, vincendo così la corsa davanti a Muià Chesini arrivati in parata. Quarto posto per un ottimo Mauricio Dos Santos, anche se i 46" di distacco rimediati non sono pochi, e 5° posto "miracoloso" di Alessandro Schiavoni che è riuscito a tenere la posizione nonostante 20" di penalità inflitti dalla Direzione Gara per non aver scontato il Drive Through rimediato nella prima parte della corsa. La Musto Racing dopo una difficile gara a Barcellona aveva iniziato a mostrare qualche segno di ripresa col 6° posto di Martino Neglia, mentre la top ten veniva completata da Dario De Vita, Daniele Pasquali ( autore di una grandissima gara considerando che guidava la Nissan e che aveva ben 40kg di zavorra), Luca Rosmarino (anche lui bravo a portare in alto la poco competitiva BMW Z4 GT3) Rens Klop, bravo a recuperare fino al 10° posto dopo un incidente nelle fasi iniziali che lo aveva fatto sprofondare in ultima posizione. Delusione per Alessio Minelli, che dopo aver scontato un Drive Through per eccesso di tagli si era trovato in lotta per il 9° posto fino all'ultima curva ma era stato poi arretrato al 12° posto dalla Direzione Gara per qualche sorpasso troppo azzardato, e per i piloti del Drive-in Autosport  Bernardo Iraci Paolo Davide Lumia, col primo che ha avuto due Drive Through ed è stato classificato al 16° posto e il secondo che ha pagato una tamponata inferta a Matteo Sorgiacomo nei primi giri e qualche problema di troppo in fase di pit stop. La palma del pilota più sfortunato però è per Giuseppe Urso, tradito dall' app Pitconfig che lo aveva costretto a ben due soste supplementari, relegandolo al 22° posto finale quando invece avrebbe potuto lottare per il 5° posto con Schiavoni.

Risultato Gara

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