22 - 02 - 2019
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La prima edizione del Campionato Italiano F1 2016 ha rappresentato per SimRacingZone.net un importante esperimento per analizzare le competizioni virtuali su Playstation 4. Il torneo ha visto il dominio assoluto di Pino "PinoF1" Macrì, che ha sbaragliato la concorrenza vincendo ben 5 delle 7 gare in calendario. Ecco una lunga intervista al vincitore del titolo.

SRZ: Pino, tu hai iniziato da pochissimo a farti conoscere nel mondo della simulazione di guida con F1 2016, ma hai alle spalle una carriera da kartista. Puoi parlarci della tua carriera agonistica?

P.M.: "Iniziai a correre all’età di 6 anni, il mio primo kartodromo fu la Pista D’Oro di Tivoli, primo circuito della capitale. Le corse non le ho mai reputate una passione, perché è veramente troppo sminutivo, le corse sono sempre state la mia vita e dopo 10 anni con un ritmo di 30 gare l’anno in giro per l’Italia posso dire che è un mondo fantastico ma terribile al tempo stesso, perché il motorsport è un settore dove il talento è l’ultima cosa che contra purtroppo… Non è come nel calcio, perché nel calcio per quanto possano esistere una corsia preferenziale c'è più possibilità di emergere se hai talento, ma non perché vige la meritocrazia (è un mondo sempre egoista il nostro), ma per il semplice fatto che i club o le società guadagnano e hanno un tornaconto se hanno un giocatore forte in squadra, che fa 40 gol l’anno o che non fa passare un pallone in difesa. Nel motorsport non è così, perché di piloti forti in tutto il mondo ne esistono centinaia di migliaia, ma poi in F1 ci vanno Stroll, Verstappen (che è l’unico figlio di papà che a mio avviso merita di stare lì, ma lui è li in primis perché è figlio DI, poi in questo caso c’è anche il talento ma è in secondo piano), ci va un Sainz o un Kvyat, ci va un Haryanto che è stato appiedato perché il suo sponsor non ha potuto finanziare altri 7 milioni di euro (questi sono fatti usciti sui TG quindi è di dominio pubblico), perché nessun team ti fa correre gratis anticipando milioni di euro solo perché sei bravo, quindi ho dovuto smettere anch'io perché l’inizio della carriera è fatta di sogni, pensi che sei il più forte di tutti e che questo sia sufficiente per emergere perché hai dimostrato di essere il più veloce, ma poi ad un certo punto quando ti scontri con la realtà e ti vedi sul telefono un numero sconosciuto, rispondi, ed è un capo team di F4 e ti chiede di andare a correre con loro per 700 mila euro capisci che sei obbligato a smettere, perché non è come un'attività commerciale, in cui uno ambizioso può dire: "bene, mi vendo un appartamento per comprare un bel ristorante e mi sono sistemato, questo ristorante sarà il mio futuro". Qui se ti vendi una villa da 1 milione di euro e fai una stagione in F4, l’anno successivo che fai?! Ti vendi un'altra villa?! Quindi capite bene che se non hai un budget infinito prima di arrivare in F1 il motorsport non porta a nulla, ecco perché dico è un modo fantastico ma terribile al tempo stesso, molto meno meritocratico rispetto a tanti altri sport perché il metodo di guadagno è diverso. 10 anni fa nel motorsports non era assolutamente cosi."

SRZ: Come sei arrivato alla simulazione di guida? Cosa ti ha spinto ad iniziare?

P.M.: "Alla simulazione di guida sono arrivato nel Settembre 2016 su F1, era troppo tempo che stavo senza gare e come tutte le droghe, quando non hai il denaro per prendere quella di prima scelta ti accontenti anche di qualità inferiori. Con questo voglio dire che non avendo più un budget che mi permettesse di continuare a correre nella realtà ho voluto provare questa nuova esperienza, perché ho sentito che l’eSports stava prendendo sempre più piede, addirittura iniziava ad essere riconosciuto come sport vero e proprio e per alcuni, diventava un lavoro. Beh, quello che mi ha spinto ad iniziare è solo l’amore infinito per le gare e per il motorsport in generale."

SRZ: Hai diversi record del mondo all'attivo su F1 2016, ma hai piu volte specificato che la guida con il titolo Codemaster non ė simulativa. Che limiti ha il motore fisico di F1 2016 secondo te?

P.M.: "Non ha limiti, non è un gioco simulativo proprio. E' stato concepito per andare incontro alle esigenze di tutti, su F1 ci sono persone che fanno campionati e hanno un pad, perché il gioco lo permette assolutamente, non è come rFactor che è SIMULATIVO, e ovviamente non vedrai mai nessuno usare lì un joypad. E che F1 sia un GIOCO nel vero senso della parola, e non un simulatore, non lo dico io, lo dice la casa costruttrice stessa, e tanti youtuber come “nu89” con 100 mila iscritti, che fanno questo per lavoro, recensiscono giochi, recensiscono volanti, ecc... E' assolutamente ridicolo, ridicolo, che per andare al massimo, esco da una curva in prima e metto la quarta in 4 metri, dove si è mai visto? Lo chiamano “shorshift” ma è semplicemente una irrealistico, perché basta vedere gli on board delle F1 vere, se escono da una curva in seconda il motore deve salire, non deve calare. Ovviamente passando dalla prima alla quarta in un decimo di secondo senti il motore morire, questo dovrebbe succedere in entrata di curva dove i giri si abbassano, non in uscita. RIPETO, non è che sia difficile farlo, ma non mi piace, reputo molto più realistico un controllo trazione medio almeno per questo gioco, così da non essere costretti a fare cose aliene con le marce per andare al massimo. Il discorso cambia assolutamente su giochi simulativi o che si avvicinano alla simulazione come Assetto Corsa, iRacing, Project Cars, ecc... Con questo voglio dire che F1 è un gioco che va capito, che ha un modo di guidare tutto per conto suo, ma che non rappresenta la realtà poi su pista."

SRZ: Il titolo italiano di campione F1 2016 ti rende il primo giocatore console riconosciuto sportivamente. Un bel traguardo malgrado la presenza di aiuti in questo campionato abbia fatto storcere il naso a molti, cosa rispondi?

P.M.: "Mah ti dico, che abbia fatto storcere il naso a molti lo accetto, perché ognuno ha la sua prospettiva di giudizio. La cosa che mi fa rimanere perplesso sulla community sono le accuse (indirette ovviamente) di alcune persone che ti dicono che hai 40 record mondiali grazie agli aiuti, che hai vinto grazie agli aiuti, che vai cosi forte grazie agli aiuti… come è curioso vedere che queste accuse le fanno solo a una persona in particolare, o a persone in particolare, solo quelle che danno fastidio e hanno una ripercussione. Magari a chi non è nella top100 nelle classifiche mondiali non dicono nulla, ed è altrettanto curioso vedere che in un totale di 60 mila persone in una pista ci sono almeno la metà che usano gli aiuti, 30 mila. Quindi dovrebbero fare tutti lo stesso tempo mio, dovrebbero essere tutti primi in classifica quelli che usano gli aiuti, eppure ci sono persone staccate di un secondo con gli aiuti e ci sono persone staccate di 1 secondo che non li usano. Questo cosa significa? Che non cambia assolutamente nulla, se uno sa guidare sa farlo in tutti i modi, quindi se uno viene da me e mi dice: "guarda, senza aiuti è più difficile", gli dò ragione. Ma se, come molti, mi dicono: "vinci perché usi gli aiuti", non ci sto… Perché nei campionati dove partecipo io, gli aiuti sono consentiti per tutti, quindi è ridicolo dire vinci perché usi gli aiuti. Non corro in un campionato senza aiuti in cui solo io li posso usare. Nei campionati dove partecipo io sono consentiti per tutti, non solo per me, ed è altrettanto ridicolo dire che senza aiuti non andrei più forte perché io potrei anche rispondere: "bene, allora metti il controllo trazione medio e fammi record del mondo in tutte le piste". Allora? Anche nella realtà chi vola sui kart, vola anche in formula. I campioni vengono tutti dai kart ed hanno un controllo trazione completamente diverso da una formula, pure Hamilton campione europeo di kart e campione del mondo di F1. E' come andare da lui quando era piccolo e dirgli: "vedi, vai forte solo perché corri sui kart". Chi è un pilota veloce, lo è su qualsiasi gioco, rFactor, Assetto Corsa, ecc... e su qualsiasi monoposto. Hamilton stesso vinceva in GP2 come vinceva sui kart come vince in F1, posso dire Giovinazzi, competitivo sui kart, competitivo in GP2 e sarà competitivo in F1, l’ha dimostrato in Australia. Con questo voglio dire che se uno ha il manico, ha il manico e basta. E' più difficile da portare? Anche una GP2 è più difficile da portare di un kart eppure i campioni di kart sono stati anche campioni di GP2. La verità è che ci sono persone che corrono dal 2010, io corro dal 2016, quindi alcuni (non tutti ovviamente, e direi fortunatamente senno era critica la cosa) devono trovare un pretesto per giustificare una loro mancanza."

SRZ: La vittoria in questo campionato per te ė apparsa facile? Quale ė stata la gara che ti ha piu soddisfatto?

P.M.: "No, assolutamente, non esistono le vittorie facili, le vittorie facili esistono per gli spettatori, che vedono uno andarsene e dare 20 secondi al secondo. Ma quella non è altro che la punta dell’iceberg, perché dietro c’è un lavoro enorme, non basta la velocità pura, la tappa totale dura un'ora e mezza tra qualifiche e gara, la concentrazione deve essere al 120% dall’inizio alla fine. E' sufficiente fare il conto di quante staccate si compiono in un singolo giro, e moltiplicarle per tutti i giri della gara. Quindi fingiamo che in una tornata si fanno 10 staccate, moltiplichiamole per 40 giri, sono 400 staccate. Beh basta andare lunghi in una sola, e non vinci… Per vincere non è sufficiente farne bene 399, devi essere perfetto dall’inizio alla fine senza commettere errori. Basta andare lunghi una curva per perdere posizioni, per non parlare della reattività e della lucidità mentale che occorrono nelle fasi concitate della gara, cambi di strategia quando entra la Saftey Car, ecc... La gara che mi ha più soddisfatto è sicuramente Austin, dove ho fatto il grand chelem. Ho spinto dal primo giro fino all’ultimo per mettere alla prova me stesso, per vedere concretamente quanto vantaggio prestazionale avevo sugli altri, ho fatto tutti i giri in gara come giri da qualifica, prova ne è che il bestlap di gara l’ho fatto segnare a 4 giri dalla fine con gomme usurate. Continuavo ad abbassare i tempi e non ho sbagliato una curva dall’inizio alla fine"

SRZ: Tra i tuoi avversari, c'ė qualcuno che puo diventare un sim-driver professionista secondo te?

P.M.: "Sicuramente si, certo, ci sono ragazzi molto veloci come Andrea “Azzurro” che è stato anche primo al mondo in Russia sul bagnato, e InvisibleMan che ha una velocità notevole"

SRZ: Dopo questa esperienza, quali sono i prossimi obiettivi di Pino Macri?

P.M.: "Sicuramente chiudere la stagione in bellezza, c’è ancora la Golden League dove sono in corsa per il titolo e soprattutto la Coppa Italia SRZ su ProjectCars senza aiuti, dove darò il massimo per vincere e zittire tutte quelle persone che mi sono state addosso per mesi. Mi sento bene, mi sento in forma, sin dai kart il mio punto di forza è sempre stato il giro secco, ho confermato questa regola anche nel virtuale, ma dopo tutte queste gare mi sento ancora più completo. I prossimi obiettivi per la stagione 2017 sono sicuramente correre nei campionati italiani su SRZ in F1 2017 senza aiuti su console, e sbarcare su PC con Assetto Corsa e rFactor sempre nel portale SRZ. Ill 2017 sarà il mio secondo anno da sim-driver, sarò pronto per puntare ancora più in alto."

Di seguito ecco la diretta dell'ultimo appuntamento del Campionato Italiano F1 2016, svoltasi sul circuito Albert Park di Melbourne. Pino Macrì ha ottenuto la quinta vittoria stagionale con un ampio margine sui suoi diretti avversari. Citiamo tra di loro Andrea "Fir Azzurro" Zabberoni del DS Racing Team, Omar "luciomas17" Panebianco dell'Everglow F1 Team e Michael "InvisibleMan02"Negri del Banzai Racing.

Per le classifiche complete vi rimandiamo sul FORUM.

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