23 - 05 - 2017
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Francesco Bigazzi, classe 1995, è uno dei talenti più cristallini che il simracing italiano presenti in questo momento nel panorama di rFactor2. Dopo un 2016 pieno di soddisfazioni ma anche qualche delusione, Bigazzi ha inciso il suo nome nell’albo d’oro del Campionato Italiano rF1, succedendo a Daniel Kiss (Twister2Fast4You) e a tanti altri nomi di gran calibro, come quelli di Bono HuisDavid Greco e Marco Conti. Sentiamo le parole del nuovo campione italiano concesse in questa lunga intervista.

SRZ: Una stagione difficile, ricca di tensione, eppure la tua superiorità in pista si è palesata nella maggior parte delle gare. L’incostanza di prestazioni al top vista l’anno scorso è sparita, quanto ti è servita l’esperienza fatta in precedenza per le prestazioni di questa stagione?

F.B.: "L'esperienza è stata sicuramente molto molto importante, soprattutto nei momenti decisivi in cui un sim-driver sotto pressione rischia di perdere lucidità. Tuttavia siamo sempre riusciti a mantenere alta la concentrazione anche in situazioni piuttosto difficili e questo ha fatto la differenza. Dopo anni in cui soffri, riesci a ottenere una striscia positiva che ti ripaga di tutti gli sforzi fatti e questa è, lasciamelo dire, una vera goduria. Penso che fossi pronto per vincere anche l'anno scorso come pilota, quest'anno semplicemente lo eravamo globalmente ancor di più. Devo però dire che non credo di essere stato incostante la stagione passata, credo di aver guidato sempre al meglio e commesso un solo vero errore in gara, a Singapore, che mi costò il secondo posto ma il campionato ormai l'avevamo già perso con il ritiro in Ungheria per problemi al monitor. Per questo campionato abbiamo sistemato diversi dettagli, penso alle qualifiche ad esempio. In passato il giro secco l'avevo sempre reputato come il nostro punto debole, invece quest'anno è stato uno dei nostri punti forti. Su 10 qualifiche penso di essermi piazzato 9 volte in prima fila con 5 pole position. Non abbiamo avuto la bacchetta magica, è un livello che riesci a raggiungere solo grazie all'esperienza, quando hai la confidenza, la tranquillità e la fiducia nei tuoi mezzi per fare tutto ciò che devi fare per vincere. È un traguardo che tutti nel team sognavano da anni, avevo promesso di conseguirlo e non mi sarei potuto fermare senza averlo fatto. Infine voglio dire di essere orgoglioso di far parte della Pescara SHS, di aver portato a casa il primo titolo sim-driver della sua storia e, anche se molti non se ne ricorderanno, di aver contribuito alla vittoria del primo titolo costruttori da debuttante."

SRZ: Il lavoro sul setup è stata la chiave del successo in questo stagione?

F.B.: "Sì, sicuramente. L'anno scorso è stata la nostra grande mancanza nella lotta per il campionato. Avevamo corso per metà stagione con uno svantaggio prestazionale enorme e solo nella seconda parte abbiamo potuto giocarcela più o meno alla pari. Per questo poteva sembrare che fossimo incostanti dall'esterno ma posso garantire che eravamo sempre al limite. Penso di aver imparato moltissimo sul come assettare una macchina in questi anni, l'anno scorso non eravamo degli scemi e quest'anno non siamo dei geni. Semplicemente abbiamo fatto l'ultimo step per cui riesci a mettere insieme tutto e trovare il bandolo della matassa. Abbiamo avuto un pre-stagione molto solido e infatti siamo stati molto forti le prime gare. Poi abbiamo avuto un periodo di appannamento verso metà stagione, in cui abbiamo intrapreso una strada sbagliata con la filosofia dell'assetto e la Musto Racing ci ha superato. Per le ultime tre gare siamo riusciti ad analizzare gli errori commessi e siamo tornati a un livello di competitività simile ai nostri rivali in generale."

SRZ: La stagione è stata piena di momenti difficili, quale è stato per te il momento più esaltante e quale invece il più complicato?

F.B.: "Abbiamo anche avuto diversi bei momenti durante la stagione, penso alle vittorie dominanti in Australia e Gran Bretagna, ma se devo sceglierne uno non può che essere la vittoria del campionato in Brasile. È stata una vera liberazione con tutta quella pressione su di noi. Per quanto riguarda i momenti negativi, non vorrei entrare nello specifico, ma diciamo che riguardano tutta la seconda metà di stagione. Mi sono giunte alcuni voci che non ho voluto approfondire e probabilmente è meglio così. Ti dirò tre momenti: uno è stato la partenza in Giappone. Dovevo recuperare più in fretta possibile per non perdere punti nella lotta al titolo e allo stesso tempo un contatto sarebbe stato drammatico per le mie speranze. Quando ho sentito il contatto sul volante e la mia macchina andare in testacoda non volevo crederci, però ho visto subito che eravamo ancora a posto e da lì è partita una grande rimonta che nonostante tutto mi ha portato a 3 secondi dal vincitore. Saremmo potuti esplodere e mandare tutto all'aria come nelle speranze dei nostri avversari, però abbiamo mantenuto la calma, non ci siamo fatti innervosire e siamo andati dritti a testa bassa verso il nostro obiettivo. Un altro episodio è stata la battaglia a Interlagos con Patel. Lui cercava in tutti i modi di tenermi dietro per favorire il rientro di Conti, e siamo stati per qualche giro vicinissimi. Sono stati momenti di grande tensione, perché nonostante non ne avessi avuto bisogno per il titolo volevo vincere la gara per dare una dimostrazione di forza e una battaglia così dura nella mia situazione era proprio quello che volevo evitare. Tuttavia, quello peggiore è stato sicuramente Monza. Eravamo in una ottima posizione per chiudere definitivamente il campionato e dopo il contatto con Klop siamo stati a un passo dal rischiare di perderlo."

SRZ: Il tuo compagno di squadra è stato protagonista di una stagione abbastanza negativa. Con un Eros Masciulli più in forma avreste potuto vincere anche il titolo team?

F.B.: "Sinceramente sì, senz'altro. Non solo, avrei vinto anche il campionato piloti molto più facilmente con Eros a rubare punti ai nostri rivali. Farò un esempio, Singapore, noi per niente competitivi e le Musto Racing velocissime. Penso di aver fatto la gara più bella dell'anno credetermi, mi piazzo quinto alla fine, poi terzo con le penalità. A Silverstone a parti invertite Patel finì secondo comodamente. Eros quest'anno ha avuto una brutta stagione ma noi dobbiamo supportarlo, sta ancora soffrendo psicologicamente il colpo da GPVWC e questo si riflette nella sua guida. Non è più tranquillo e spensierato e l'unico motivo per la sua mancanza di risultati e prestazioni sta nella sua testa. L'Eros dell'anno scorso è stato fortissimo e velocissimo e mi ha spinto molto. Quest'anno è vero, ha avuto una brutta stagione, sono stato io il primo a non riconoscerlo e ancora non ne capisco a fondo il motivo. Soprattutto perché il mod è basato su quello dello scorso anno, la guida è molto molto simile, solo con tanto carico aerodinamico in più, e pensavo che lui potesse rendere ancor meglio."

SRZ: Nella penultima gara si è verificato un episodio che ha fatto discutere molto, l’incidente tra Antonio Mancini e Michele D’Alessandro che ha tolto a quest’ultimo la possibilità di giocarsi il titolo ad Interlagos. Qual è la tua opinione sull’accaduto?

F.B.: "Onestamente non credo che spetti a me giudicare, penso che Antonio abbia sbagliato e sia il maggiore responsabile dell'incidente ma non trovo giusto accanirsi su di lui come è stato fatto. Specie se accade solo in una direzione e non in entrambe. Da qualsiasi inquadratura si vede piuttosto bene che Antonio inizia a spostarsi verso destra molto prima che D'Alessandro inizi la manovra di sorpasso, e poi mantiene la traiettoria. Quando il simdriver Sabema Racing si prepara per impostare la curva avviene il contatto. Se si osserva da un punto di vista puramente regolamentare la maggior parte colpa è di Mancini, però io credo che Michele nella posizione di campionato in cui si trovava sia stato piuttosto ingenuo e ha dimostrato di non essere ancora pronto per vincere. Quando sei in lotta per il campionato devi massimizzare i punti e minimizzare i rischi, ha scelto di andare all'interno con Mancini che stava continuando a chiudere prendendosi un rischio inutile a mio modo di vedere. Fosse andato all'esterno penso ci sarebbe stato molto più spazio e non sarebbe avvenuto alcun contatto. Infine, non penso gli sia costato il campionato, le sfortune nell'arco della stagione si sommano, io ho avuto una gara pesante rovinata da Klop a Monza e senza il contatto con De Fuoco a Suzuka li avrei ripresi e saremmo stati in lotta per vincere. Penso che al loro posto, se mi fossero costati davvero il campionato sarei andato in Brasile per stravincere e dimostrare chi era il campione legittimo, tuttavia non mi sembra di aver mai incrociato Michele se non nel giro di rientro."

SRZ: Tra gli avversari che hai avuto in questa stagione, quale ti è sembrato il più veloce e pericoloso per il tuo primo posto?

F.B.: "Penso Patel, ho molto rispetto per lui e dopo le prime gare sembrava profilarsi una lotta a due. Lo conosco bene ed è un pilota completo sotto tutti i punti di vista, è molto veloce, consistente, bravo in bagarre e non sbaglia praticamente mai. Se io non sono al 100% mi batte. Ho già parlato bene di lui in passato e ribadisco quanto detto. Abbiamo avuto delle grandi battaglie quest'anno. Quella in Malesia è stata fantastica per dirne una, quando ci troviamo a lottare in pista sappiamo di poterci fidare l'uno dell'altro e questo è il motivo per cui poi si vede anche dello spettacolo. Ho visto i risultati che ha ottenuto su FSR nelle prime due gare. Non posso che augurargli di continuare cosi e vincere il campionato."

SRZ: Con la crescita del simracing in tutto il mondo, alcuni team stanno iniziando ad avere sponsorizzazioni importanti dalle aziende del settore, la Pescara SHS come si sta muovendo in questo senso?

F.B.: "Penso che questa domanda sia più da rivolgere ai vertici del team, il mio lavoro è sempre stato quello di andare più forte di tutti in pista. Per come la vedo io non mi sembra sia facile per un team italiano trovare sponsorizzazioni famose o roboanti, la Musto Racing è un'eccezione ma penso che quello derivi semplicemente dalle conoscenze di David Greco più che dall'importanza del team. Noi siamo contentissimi dello sponsor che abbiamo, SHS, che è il migliore che si possa desiderare. Con tutto l'impegno e l'aiuto che ci ha messo e dato in questi anni sarebbe irrispettoso cercare di rimpiazzarlo. È anche vero però che dovessero presentarsi occasioni importanti sarebbe da sciocchi non valutarle."

SRZ: Hai disputato 45 Gran Premi in rF1 ottenendo ben 9 pole position, 8 giri veloci e 7 vittorie, sei l’unico probabilmente nel parco partenti che ha la possibilità di battere i record di David Greco. Sei chiaramente riconosciuto come uno dei talenti più puri del simracing italiano e ti stai facendo notare anche all’estero. Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

F.B.: "È una decisione a cui ho riflettuto a lungo e che è stata presa da un po'. Penso che il simracing sia una grande passione e una fantastica piattaforma per chi ama correre. Mi piacerebbe andare avanti ma arrivati a certi livelli, o hai un intero team che ti supporta e lavora per te e tu devi solo guidare oppure diventa un impegno troppo pesante in termini di tempo. Per il tipo di vita che vorrò fare non potrò dedicarvi più tutto il tempo dovuto e per questo, a malincuore, ho deciso di prendermi una pausa. Non so ancora se temporanea o definitiva, ma sicuramente per il momento mi fermerò. Devo dire grazie al simracing per avermi fatto divertire, gioire, arrabbiare in questi anni, ma ora è il momento di metterlo da parte. Sarebbe stato sicuramente bello provare a battere i record di David, ma in realtà non è mai stato il mio obiettivo. Non ho più niente da dimostrare a nessuno, e dopo averne sentite tante sul mio conto in questi anni non penso ci sia qualcuno più veloce o più bravo del sottoscritto in giro. Quando ho scelto di rimanere in Pescara e rifiutare le offerte della Musto Racing, il mio obiettivo è stato quello batterli da avversario, e ora che ci siamo finalmente riusciti posso concedermi il meritato riposo."

Rivivete su YouTube la corsa che ha incoronato Bigazzi campione!

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