24 - 10 - 2018
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primi sui motori con e-max

 

La Simracing Motorsport ha concluso il week-end vissuto al Cremona Circuit, terzo appuntamento del Predator's Challange, con sentimenti contrastanti. Da una parte la soddisfazione di aver visto Alberto Naska Fontana raccogliere due vittorie AMA e un secondo posto assoluto al suo debutto in monoposto, ma dall'altra l'amaro in bocca per un terzo posto AMA ancora una volta alla portata di Alessandro Palladini con la storica PC008, svanito a pochi km dalla fine dopo un sabato particolarmente difficile, che ha costretto il team agli straordinari per problemi di surriscaldamento al motore. Il lavoro sulla PC008 è stato quindi particolarmente intenso, ma gestito in maniera ottimale da Palmiro Incerti coadiuvato da Matteo Sorgiacomo, Matteo Vecchioni, e l'entusiastica new entry Marco Taverna.

Una fortissima fumata bianca ha infatti fermato la vettura di Palladini dopo pochi giri di prove libere, costringendo il team a perdere entrambe le sessioni programmate e facendo rischiare, ad un certo punto, addirittura di non poter continuare il week end. In qualifica Palladini fa comunque il suo mettendo dietro ben 5 PC010 e una PC015, vicino alla PC015 di Lorenzo Semprini ma particolarmente distante dalla PC010 di Mimmo Cavallaro, che vanta quasi un secondo di vantaggio. Palladini ha quindi conquistato un ottimo 16° posto assoluto. Il via di gara 1 è caotico, due vetture finiscono a contatto proprio davanti ad Alessandro, che per evitare l'impatto deve andare larghissimo in staccata di curva 1, ritrovandosi ultimo. La rimonta è comunque positiva e lo porta in quarta posizione AMA, ma la distanza di circa un secondo da Mimmo Cavallaro sul Best Lap sembra davvero difficile da colmare, soprattutto viste le difficoltà di Alessandro che è alle prese con un posteriore eccessivamente instabile in accellerazione. Altro punto critico è stato sicuramente il motore, che ha registrato una velocità di punta di appena 178 km/h, contro i 189 delle migliori PC010, soffrendo tantissimo per via delle temperature di 40° gradi presenti in circuito.

Il team ha deciso di intervenire abbassando al massimo l'altezza della vettura, variando il carico aerodinamico al posteriore e sigillando con un apposito nastro alcuni punti critici della carrozzeria, attraverso i quali il passaggio dell'aria andava ad impattare negativamente sulle qualità di penetrazione della monoposto. Ma il lavoro di Palmiro Incerti ha riguardato anche il telaio posteriore, che ha necessitato di saldature alla culla del motore.  In gara 2, Alessandro, autore questa volta di un'ottima partenza, è riuscito a conquistare con ottimi sorpassi nel corso dei primissimi passaggi il terzo posto di categoria AMA tenendo alle sue spalle due PC015 letteralmente incollate al posteriore per tutta la durata della corsa.

Il lavoro del team è stato subito ripagato con una velocità di punta finalmente adeguata di 185 km/h, e il ritmo di Alessandro sceso di oltre un secondo. Purtroppo però, al penultimo giro, Palladini è nella sabbia, all'uscita di un curvone veloce il sottosterzo è eccessivo, la vettura è larga nell'erba ed il testacoda con stallo del motore inevitabile. La pressione eccessiva degli pneumatici ha infatti mandato nuovamente in crisi il posteriore dopo la prima fase di gara, costringendo Alessandro a incredibili controlli, che gli hanno consentito di mantenere il podio e la posizione sulle due PC015 soprattutto grazie all'ottima velocità di punta. Il week-end è stato particolarmente difficile anche per Max Colombo, insabbiato in gara 2 con problemi alla PC010 che hanno richiesto lavori intensi in queste settimane.

LE EMOZIONI DELLA CORSA A BORDO DELLA PC008!

Per l'appuntamento del 15 luglio, il team affronterà la gara privo di Palmiro Incerti, impegnato in importanti mostre artistiche, e si affiderà alla coppia giovanissima Defendi-Taverna, con il TM Matteo Sorgiacomo e l'apprendista Ingegnere Matteo Vecchioni. Alessandro Palladini avrà l'importante compito di far debuttare in pista il nuovo cambio elettronico realizzato per il team da Marco Taverna, che darà al pilota un aiuto significativo sia nell'innestare che nello scalare le marce nei regimi corretti. Massimiliano Colombo deve riscattare le ultime uscite poco fruttuose mentre Alberto Fontana sfiderà il gruppo dei primi a bordo di una PC010. Ci sono tutte le premesse per un week-end infuocato!

INTERVISTA AL TEAM

LA NEW ENTRY: MARCO TAVERNA

E’ con immenso piacere che ci apprestiamo a conoscere il sorprendente e giovanissimo Marco Taverna, di Castel Rozzone, che ha vissuto la sua prima esperienza in pista con la Simracing Motorsport in occasione della gara svoltasi al Cremona Circuit poche settimane fa, curando la vettura di Alessandro Palladini insieme al resto dello Staff.
Marco ha immediatamente mostrato una passione ed un’intraprendenza fuori dal comune, mettendosi subito a lavoro sulla PC08 e realizzando, nelle settimane appena successive alla gara, un importante progetto che servirà a rendere decisamente migliore il cambio della monoposto.




1) Ciao Marco, benvenuto in SRZ! Conosciamoci un po', come sei arrivato in pista con la Simracing Motorsport e come nasce la tua passione per i motori?

Ciao, Ho conosciuto la Sim Racing motorsport per un caso fortunato, un ex collega di mio fratello fa parte del team, e ho subito colto l’occasione per infilarmi nel box; la mia passione nasce da un’altra serie di fortunate coincidenze, sono un elettronico neodiplomato ma da anni seguo il mondo dei motori, e come penso per tutti, tutto è iniziato da un motorino rotto riparato con un amico meccanico in garage.


2) Quali studi hai effettuato fino ad ora e che intenzioni hai per il tuo futuro professionale? Vuoi lavorare in pista o hai obiettivi riguardanti altri ambiti?

Ho appena concluso un ciclo di studi di 5 anni presso un istituto tecnico, il mio indirizzo è automazione, ma dove potevo ho sempre messo insieme meccanica ed elettronica, di fatti la mia tesina è stata il cambio elettronico montato sulla mia rs 125, progettato e realizzato da me e programmato e stampato in 3D dal mio compagno, Alfio Locatelli, fondamentale per la riuscita del progetto. Tutto quello che riguarda l’elettromeccanica mi interessa e attualmente lavoro in questo campo, ma diciamolo, lavorare su veicoli da pista è un’altra storia. Io e Locatelli da poco abbiamo creato LTES (Locatelli-Taverna Engeneering Solutions); ci occupiamo della progettazione e della realizzazione di prodotti sia per pista che stradali per auto e moto.

LTES è una realtà giovane, con molte idee e molti progetti, e che nei prossimi periodi porterà non poche sorprese, soprattutto sulla PC008 di SRZ.



3) A Cremona hai avuto modo di lavorare direttamente su una Predators PC008, come ti è sembrata la meccanica di queste monoposto?

La meccanica della PC008 è semplice quanto geniale, un motore hornet del 98 montato su un telaio artigianale nella maniera più semplice che si possa immaginare, è il giocattolo che qualsiasi appassionato di meccanica sogna di avere in garage. Sicuramente le predator’s più giovani come la PC010 e in particolare la PC015 dal punto di vista aerodinamico e ciclistico hanno compiuto dei grossi passi in avanti, ma ciò non rende modelli come la PC008 completamente obsoleti e non competitivi.


4) Nel week-end di gara hai avuto modo di conoscere il progetto, lo staff ed i piloti della Simracing Motorsport, la cosa ti ha entusiasmato? Cosa pensi serva ad un Team partecipante al Predator’s Challange per essere competitivo?

Entusiasmato è dire poco, quello di sporcarmi le mani in un box è un sogno che coltivavo da anni; quello che più ho apprezzato dello staff, al di là del caloroso benvenuto che mi è stato dato, è stata l’estrema fiducia che mi ha concesso fin da subito, permettendomi quindi di lanciare il progetto del cambio elettronico e di fare un’esperienza importante, oltre che divertente. Ho in testa l’immagine di Alessandro Palladini che sorpassa due PC010 in una curva sola, sono rimasto a bocca aperta e ogni sforzo della giornata è stato ripagato già solo da quel gesto tecnico spettacolare.

Un team per essere competitivo in questo campionato molto particolare sicuramente deve essere appassionato e pronto a tutto pur di mettere il pilota in condizione di fare una buona gara; la predator’s challenge è un campionato economico, i meccanici dei team quindi arrivano al sabato della qualifica già con mal di schiena dalla settimana di lavoro, e mettono tutte le loro capacità e il loro impegno al fine di accomodare le richieste dei piloti. Penso che il Simracing Motorsport sia caratterizzato proprio da questo, e ho avuto chiare dimostrazioni da subito.


5) La monoposto portata in pista da Alessandro Palladini, unica PC08 nello schieramento, dopo il 4° posto di categoria in Gara 1, stava per concludere a podio in gara 2, prima del ritiro causato da una pressione eccessiva degli pneumatici. Malgrado questo, la vettura è migliorata tantissimo nelle prestazioni, su cosa avete lavorato?

Tra Gara 1 e Gara 2 è stata dedicata una particolare attenzione all’assetto della vettura, e il cronometro ha parlato chiaro. In rettilineo Palladini ha raggiunto i 185km/h, con la stessa vettura che nei giri precedenti ha toccato i 178 km/h, il miglioramento è stato chiaro fin da subito. Peccato per la perdita di aderenza dovuta alle alte temperature che ha costretto al ritiro di Alessandro.

 

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