20 - 06 - 2019
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Rispolvero con piacere un articolo di un paio di anni fa, intitolato "METTETE IL MIGLIOR SIMDRIVER SU UNA MONOPOSTO", che pensavo perso per sempre come tutto quello costruito su Dinet con l'improvvisa scomparsa di sito e forum, e che invece ho ritrovato a sorpresa su un altro sito dedicato a videogames e corse. L'articolo è per certi versi ancora attuale e può dare vita ad una discussione, perchè parla di uno dei più grandi SimDriver al mondo, il finlandese Greger Huttu, che ebbe l'opportunità di effettuare un importante test in pista (sul circuito di Road Atlanta) con una vera auto da corsa. Le prestazioni del finlandese non furono esaltanti come forse molti si sarebbero aspettati, ed essendo la notizia diffusa a livello internazionale e apparsa praticamente ovunque (ne fece uno speciale anche Topgear) come al solito parecchia gente ne approfittò per criticare Greger in tutti i modi, vertendo anche la discussione sul basso realismo di un simulatore anzicchè dell'altro. Lo staff di Simracingzone decise di fare un'analisi più approfondita sulle prestazioni del finlandese, ed ecco l'articolo

22 dicembre 2010
Chiunque abbia masticato Sim Racing a livello internazionale negli ultimi 10 anni non può non aver sentito parlare di Greger Huttu, attuale primo posto alla iRacing World Championship, l’uomo che è riuscito a vincere ogni gara partendo dalla Pole Position e abbattendo qualsiasi record esistente, un Michael Schumacher virtuale a tutti gli effetti. Su iRacing Greger è una vera e propria leggenda, lo chiamano “World Fastest Alien”, titolo meritatissimo perchè nessun essere umano sembra in grado di batterlo. In italia molto si è scritto su di lui, spesso in male, non raccontando esattamente tutto ciò che andava raccontato su questo fenomeno e distorcendo la realtà dei fatti; Simracingzone.net ha cercato di documentarsi sulla carriera di questo Simmer finlandese prima di scrivere le proprie opinioni sulla sua storia. Greger infatti, a differenza di quanto scritto ultimamente, ha dominato in passato i Campionati virtuali più importanti al mondo su ogni simulatore esistente, prima di passare ad iracing. La sua carriera inizia infatti con GT Legend di Papyrus, per poi continuare su rFactor e GTR 2, per approdare infine su iRacing. Una carriera senza pari che ha regalato al sim driver finlandese ogni titolo possibile. Nella realtà però, Greger non è mai salito a bordo di una vettura da corsa e ha pochissima esperienza anche con le normali automobili che la maggior parte di noi è abituato a guidare: infatti il massimo che ha avuto modo di provare è una vecchia Ford Sierra, e non certo per correre visto che ha preso da pochissimo la patente di guida. Incuriosita da questa particolare situazione,la trasmissione inglese Topgear insieme a iRacing.com ha voluto scoprire quanto il sim racing possa influire sulle prestazioni di un normale ragazzo che, senza allenamento virtuale, non avrebbe modo neanche di conoscere le fondamentali basi di guida su strada; per farlo si è deciso di mettere Greger al volante di una vera monoposto e vedere il risultato delle sue prestazioni, una cosa che il finlandese avrebbe meritato già da anni, ma che ha avuto modo di realizzare solo grazie agli ingenti budget investiti da iRacing per pubblicizzare un titolo che in Europa non ha avuto il successo aspettato. Così Greger dalla sua casa in Finlandia si è ritrovato catapultato sul circuito di Road Atlanta negli States, al volante della monoposto Star Madza, 260hp, solo 670kg e sotto il cofano un 6 marce sequenziale ricavato dal motore della RX-8. Una piccola bomba in grado di dare filo da torcere a una vettura Gran Turismo. Greger conosceva benissimo la vettura virtualmente, così come il circuito di Road Atlanta. Online ha percorso centinaia di chilometri battendo ogni record conosciuto. Nel video possiamo vedere quali esiti ha avuto il test reale, poi passeremo a trarre le nostre considerazioni.

Come valutare la prestazione del finlandese? Noi di Simracingzone.net la valutiamo in modo assolutamente positivo. Considerando che Greger non aveva mai avuto modo di salire su una vettura da corsa, già il semplice fatto che abbia subito acquisito dimestichezza con i comandi e sia riuscito ad avviarsi senza problemi non commettendo sbavature nei primissimi giri promuove assolutamente il finlandese. Chi si aspettava che in pochi giri avrebbe potuto battere il record di gente allenata, che corre nel reale da anni è ovviamente rimasto deluso, ma non era certo questo che bisognava aspettarsi. Interessante è analizzare come a Greger sono bastati pochi giri per trovare un buon ritmo, con traiettorie precise e cambiate perfette, cosa che secondo il nostro parere sarebbe stata impossibile senza l'esperienza acquisita in anni di Sim Racing. Al giro 15 Huttu è però costretto a fermarsi, i suoi muscoli non reggono, così come il suo stomaco che mal digerisce l’elevata G-Force generata da curve prese ad oltre 100 chilometri orari. In 15 giri appena però, Greger è stato in grado di portarsi a 3 secondi dal record del circuito con quella vettura, un distacco alto si, ma considerando la situazione del finlandese, incredibilmente buono.

Quello che si ricava dal test svolto da Greger Huttu è secondo noi la conferma che il Sim Racing è in grado di far simulare in modo corretto il comportamento delle vetture da corsa, abituando utenti assolutamente privi della minima preparazione ad imparare ad usare correttamente il cambio, ad interpretare al meglio le traiettorie in pista, a rimanere concentrati e ovviamente a come comportarsi in tutte le fasi di una gara o di un test, dall'uscita dai box al rientro del dopo gara.Ci sono diversi fattori sui quali il sim racing però non può attualmente prepararci, prime fra tutte la sensazione di velocità e la sopportazione della forza G nelle curve. Greger ha pagato tutto questo e dopo soli 5 giri il suo fisico sembrava già provato. Per vedere se Greger possa essere un pilota di talento bisognerebbe metterlo a lavoro in palestra e sui kart per diversi mesi, per poi riprorlo in pista per una serie di giornate di test, solo a quel punto si potrebbe capire se il suo talento reale corrisponde a quello virtuale. In Italia il Master Challange ha portato diversi Sim Driver nella pista reale con una monoposto di Formula Renault 2.0, con risultati che sembrano confermare quanto visto nel test di Huttu: un fisico allenato permette di ottenere migliori prestazioni, ma un solo test non basta per capire quanto realmente sia il limite a cui un Sim Driver può arrivare. iRacing darà a Greger Huttu la possibilità di svelare questo mistero e farci capire se il valore virtuale con il giusto allenamento può essere paragonato a quello reale? Noi speriamo di si, e voi cosa ne pensate?

La seconda occasione purtroppo non ci fu mai, Greger non tornò più su una monoposto, e quindi il dubbio rimane... ma voi di che parere siete? Fatecelo sapere sul FORUM.

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